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Bambini e maestre

È un rapporto speciale quello che lega il bambino alla maestra, soprattutto nei primi anni della scuola primaria, poiché si crea una relazione colorata affettivamente, mai neutra.

La maestra è “un altro significativo” per il bambino che cresce, è il primo “altro” posto al di fuori della sfera familiare nel quale il bambino trova o dovrebbe trovare quella accettazione che genera sicurezza, fiducia e speranza nel futuro, che, pur con differenziazioni, richiamano quelle familiari. Questa fiducia dei bambini nella loro insegnante è così profonda che alcuni genitori, mentre cercano di aiutare i figli nel completamento dei compiti a casa, sono talvolta apostrofati dai piccoli: “Si fa così. Lo ha detto la maestra!”. C’è fiducia e riconoscimento dello status/ruolo dell’insegnante.

D’altra parte, gli scambi che giornalmente avvengono nel contesto classe tra maestra e bambino, nel tempo, creano ricordi, prospettive future assumendo rilevanza affettiva. Quest’ultima è basata sul riconoscimento reciproco che – potenzialmente -­ permette a ciascuno di mettersi nei panni dell’altro. È un rapporto attivo e reciproco che, tuttavia, domanda all’insegnante una disponibilità emotiva e cognitiva in grado di saper leggere le emozioni del bambino e le proprie, in modo da incontrarlo con interesse, rispettando le sue esigenze di apprendimento e di crescita, aiutandolo ad andare un po’ oltre per allargare e arricchire il suo sguardo sul mondo. Esperienza e conoscenza, passione e desiderio di condivisione legano alunni e maestra che è accompagnata dalla consapevolezza della complessità del nostro tempo che richiede chiarezza, capacità di pensiero e accettazione dei propri limiti.

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2019-04-16T14:20:36+02:0019 Aprile, 2019|

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